1.     Dott.ssa Gigli, lei fa da poco parte del Management team di Diaverum Italia; ci può raccontare un po’ del suo passato professionale? E magari una storia di successo di cui va particolarmente fiera?

Dopo la laurea in giurisprudenza ho scoperto il mondo HR in modo del tutto casuale, aiutando una mia coinquilina a studiare un esame di organizzazione e gestione delle risorse umane. Proprio da lì è partita una storia d’amore con questa professione, che ho dapprima approfondito frequentando un master alla Luiss Business School e poi ho vissuto in pieno con una serie di esperienze lavorative, di cui la più importante e lunga (durata ben 14 anni), è stata in Fox Networks Group, dove ho avuto l’opportunità di lavorare non solo per l’Italia, ma anche per la Germania, e di visitare per qualche mese gli uffici della Corporate a New York.

Dopo l’addio a Fox ho vissuto un anno in piena pandemia nel settore del gaming online, e dal 20 Aprile, proprio nel giorno del mio compleanno (!) mi sono fatta questo bellissimo regalo: sono approdata nel mondo Diaverum, realtà super sfidante che mi sta dando la possibilità di conoscere e stimare una serie di professionisti che operano ogni giorno con grande passione e che mi rende orgogliosa di far parte di un sistema che si prende cura delle persone in questo modo.

2.     Potrebbe entrare un po’ nel dettaglio di quali sono le attivita’ di cui si occupa?

Il mio team ed io seguiamo tutto quello che riguarda le persone che lavorano in Diaverum: dalla fase di selezione a quella di gestione e sviluppo, dalla cultura aziendale alla comunicazione interna. Siamo business partner delle varie funzioni, con l’obiettivo che ogni persona possa essere sempre valorizzata e possa sentire che questo è il posto giusto in cui lavorare.

3.     Che idea si e’ fatta di Diaverum in questi mesi dal suo arrivo? C’e’ qualcosa che l’ha colpita in particolare?

In questi mesi in Diaverum ho capito di essere proprio lì dove volevo essere: un posto in cui viene dato spazio alla voglia di miglioramento continuo, in cui ci sono persone che hanno preso questo lavoro come una vera missione di vita, e ci mettono il cuore ogni giorno. 

4.     Quale e’ la sua visione per il futuro?

Mi piacerebbe che la funzione HR venga percepita da tutti come una funzione che si prende cura delle sue persone esattamente così come i nostri medici, i nostri infermieri e tutto il personale di clinica si prende cura dei nostri pazienti. L’obiettivo è far vivere la cultura del True Care a tutti i livelli, in ogni attività e in ogni iniziativa.

5.     Le fa piacere raccontarci qualcosa della sua vita privata?

Da 7 anni e mezzo ad oggi la prima parola che mi definisce è “mamma”: ho due splendide figlie, Isabella e Beatrice, che hanno letteralmente stravolto la mia vita da quando sono arrivate, a partire dal fatto che la notte non ho più lo spazio per dormire nel mio letto.

Ho il sangue pugliese che mi scorre dentro: nata e vissuta fino a 18 anni in un piccolo paese in provincia di Taranto, appena posso mi affaccio nel mio unico e solo mare, che amo così tanto da averlo decantato anche mentre ero a mollo nel mare di Cuba o in quello della Thailandia.

Mi piacciono la pizza, il sushi e il gelato, mi piacciono le stories di Instagram e i tramonti veri senza filtri, mi piace prendere aerei e fare shopping (online e dal vivo), mi piacciono le masserie e mi piace il Natale, mi piacerebbe avere un cane e vivere in campagna, ma non mi piacciono pomodori e carciofi e ho una fobia per gli insetti che volano.

TGS

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Evento di formazione con i Caposala

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Intervista a Daniele Fioramonti