Era quasi un anno esatto dall'inizio delle sessioni di dialisi, quando il 1° settembre Amir è stato sottoposto a trapianto grazie alla donazione da parte di sua madre.

L'intervento è stato eseguito nell’Ospedale di Nefrologia Pediatrica di Bari.

Non è il primo caso di dialisi pediatrica a Diaverum Italia: ci sono stati anche bambini più piccoli trattati in altre cliniche, di otto anni e anche

di soli cinque anni. Ma la storia di Amir in  particolare ha commosso tutti.

È arrivato in Italia il 31 luglio 2019 dalla Siria a seguito di un intervento dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Ha soggiornato con i suoi cari presso una famiglia ospitante ad Avetrana, una cittadina in provincia di Taranto che ha aderito al programma di ospitalità dell'UNHCR per i profughi di guerra.

Respinto dagli ospedali pubblici della zona, a causa della mancanza di un

reparto dinefrologia pediatrica, è stato poi accolto da noi.

Già la mattina dopo al suo arrivo, era nella nostra clinica per continuare il trattamento di emodialisi che è iniziato a febbraio. Allora non aveva ancora 13 anni.

Il personale della clinica di Grottaglie ha dimostrato un grande impegno e ha superato non solo la sfida di curare il primo paziente pediatrico, ma ha anche lavorato con un'ulteriore complicazione, in quanto Amir, al suo arrivo conosceva solo poche parole in francese e non parlava affatto italiano.

Una sfida che ci ha arricchito tanto professionalmente: abbiamo gestito i cambiamenti di peso dovuti alla crescita, la posologia dei farmaci, l’ultrafiltrazione, e la venipuntura di un impianto AVF con vasi sanguigni di piccolo calibro.

Il coraggio di questo bambino proveniente da un paese in guerra e che fin dal primo giorno in un paese straniero ha affrontato la dialisi da solo, senza mai piangere, senza mai

lamentarsi, con la fermezza nei suoi occhi di bambino cresciuto troppo in fretta, che non è facile da trovare neanche in un adulto, ha stupito tutti noi e soprattutto ha avuto un impatto enorme dal punto di vista umano.

Per questo motivo, vogliamo tutti ringraziare Amir per l'esperienza che abbiamo avuto la fortuna di fare  quest’anno. La storia di ognuno dei nostri pazienti è importante e unica, ma questa ha davvero toccato il nostro cuore profondamente.

Amir ora va a scuola, è un tifoso della Juventus, usa i social media e parla italiano.

Ha un nuovo rene che gli permetterà una vita felice e pacifica, e ci piacerebbe pensare che, forse, abbiamo anche noi contribuito al suo miglioramento.

TGS

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Intervista a Daniele Fioramonti